E’ Ezio Medeot il nuovo segretario generale dello Spi Fvg

Rilanciare il welfare territoriale e i piani di zona, potenziare l’assistenza domiciliare, avviare il processo di riclassificazione delle case di riposo, ridefinendo anche i criteri di compartecipazione degli utenti alle rette. Questi i punti programmatici sui quali la nuova segreteria regionale dello Spi Cgil chiama al confronto la Giunta e l’assessore Kosic.




A guidare la neoletta segreteria Ezio Medeot, 58 anni, di Cormons, che approda al sindacato pensionati dopo sette anni nella segreteria confederale della Cgil Fvg, con l’incarico di responsabile organizzativo e delega alle politiche del terziario. Al suo fianco il friulano Gino Dorigo, il pordenonese Daniele Roviani e Adriana Merola, segretaria provinciale dello Spi di Trieste.
Iscritto alla Cgil dal 1973, Medeot iniziò la sua carriera sindacale nel 1976, all’interno del direttivo provinciale della Fiom Gorizia. Nel 1988 la prima elezione a segretario generale, nella Filcams Cgil di Udine. Successivamente, dal 1996 al 2003, Medeot ha guidato la Cgil Alto Friuli, prima di passare alla segreteria regionale della Cgil. 

Nel suo discorso d’insediamento Medeot ha garantito il massimo impegno dello Spi per la riuscita dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 25 giugno e della collegata manifestazione regionale di Trieste. «Di fronte alla crisi socioeconomica che investe il Paese – spiega – il Governo risponde con una manovra economica caratterizzata da tagli pesantissimi, che impediranno qualsiasi politica espansiva e colpiranno pesantemente anche i pensionati, di oggi e di domani. Ad uscirne drasticamente ridimensionato sarà anche il welfare, con la conseguenza di scaricare sulle famiglie il peso di molti servizi essenziali di cura e assistenza».
È in questo quadro generale estremamente difficile che si collocano le battaglie portate avanti dallo Spi a livello regionale sui grandi temi del welfare territoriale. È su questi che Medeot sollecita l’apertura di un confronto con l’assessore Kosic, a partire dalla riclassificazione delle case di riposo e dai nuovi criteri di compartecipazione alle rette: «Che non devono essere legati soltanto al reddito – spiega il neosegretario – ma anche alla gravità della non autosufficienza degli utenti».