Luciano Del Rosso, dal fronte del porto al sindacato pensionati
«L’antifascismo ereditato dalla mia famiglia, il lavoro, la solidarietà tra i lavoratori, l’impegno sindacale: questo è stato il filo conduttore della mia vita». Così raccontava la propria storia Luciano Del Rosso, lo storico dirigente dello Spi Cgil morto a Trieste il 5 luglio.
Del Rosso, i cui funerali si svolgeranno domani a Trieste alle 11.40 nella sala Multireligiosa di via Costalunga, era nato a Trieste il 23 gennaio 1948, nel rione di San Giovanni. Crebbe in una famiglia profondamente antifascista. Il padre Renato, tipografo, fu confinato alle Tremiti dal regime e combatté nella Resistenza come commissario della Brigata Fontanot della Divisione Garibaldi Natisone, con il nome di battaglia Luciano, che scelse poi come nome per il figlio, cosa di cui Luciano era profondamente orgoglioso.
Dopo gli inizi come tipografo e l’impegno nella Cgil e nel Partito Comunista, nel 1970 entrò nella Compagnia Portuale di Trieste, dove visse da protagonista le grandi stagioni delle lotte sindacali. Dal 1981 al 1989 fu in distacco alla Filt Cgil, seguendo le profonde trasformazioni del lavoro portuale.
Prepensionato nel 1994, iniziò due anni dopo il suo percorso nello Spi Cgil. Nel 1997 fu eletto segretario provinciale dello Spi di Trieste, incarico ricoperto fino al 2004. Dal 2006 al 2010 fu segretario organizzativo regionale dello Spi Fvg e, fino al 2018, seguì l’attività internazionale, promuovendo il dialogo e la collaborazione tra le organizzazioni dei pensionati dell’area balcanica e centro-europea. Un impegno sempre guidato dai valori dell’antifascismo, della solidarietà e della giustizia sociale.

