L’addio a Marcello Moro, «un pezzo di storia della Cgil Pordenone»
«Con lui se ne va un pezzo della storia della Cgil di Pordenone». Così Ruben Colussi, già segretario generale della Cgil Friuli Venezia Giulia, ha ricordato Marcello Moro nell’orazione funebre pronunciata in occasione dell’ultimo saluto al sindacalista, scomparso il 28 giugno.
Perito chimico e operaio alla Infa di Aviano, Moro, cattolico, si avvicinò all’impegno sindacale nelle file della Cisl, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, negli anni delle grandi lotte operaie. Dopo il passaggio alla Cgil, ricoprì numerosi incarichi nelle categorie dell’industria, seguendo metalmeccanici, tessili, legno ed edili, fino a diventare segretario provinciale della Fiom-Cgil. Tra le esperienze che hanno segnato il suo percorso sindacale figurano il contributo alla costruzione dell’accordo territoriale delle piccole e medie aziende metalmeccaniche, l’impegno negli anni del terrorismo a difesa dei valori della democrazia e della non violenza e la gestione della delicata fase di transizione dalla Zanussi alla Electrolux (qui un video in cui Moro racconta la storia di quegli anni così cruciali per la storia recente di Pordenone).
Negli anni successivi mise la propria competenza al servizio della confederazione in incarichi amministrativi, collaborando con la Cgil e con lo Spi e assumendo la presidenza dell’Atli Auser, associazione vicina al Sindacato pensionati, attiva nell’organizzazione di viaggi e attività peril tempo libero. Precisione, rigore e trasparenza hanno contraddistinto anche questa fase della sua attività, così come la disponibilità a mettere sempre il proprio lavoro al servizio dell’organizzazione. Nel ricordarlo, Colussi ne ha sottolineato soprattutto le qualità umane e sindacali: «Marcello è stato un esempio di umiltà e di attaccamento alla propria organizzazione. Un uomo che ha dato molto senza pretendere niente, contribuendo con il proprio impegno a scrivere una parte importante della storia della Cgil di Pordenone».
