Bonus pensioni, un argine al disagio. La platea potrebbe crescere ancora
«L’aumento del bonus da 350 a 450 euro e l’estensione della platea dei beneficiari ai titolari di pensioni fino a mille euro lordi rappresentano un passo importante, definendo una soglia reddituale che dal 2027 sarà quella da noi indicata fin dall’introduzione della misura. Ora però riteniamo necessario proseguire il confronto con la Regione per valutare come rendere questo strumento una misura strutturale per contrastare la diffusione della povertà e del disagio sociale tra i pensionati, concentrando gli sforzi sul sostegno alle fasce più in difficoltà». È quanto dichiarano i segretari generali dei sindacati pensionati del Friuli Venezia Giulia Renato Bressan (Spi-Cgil), Luciano Bordin (Fnp-Cisl) e Michele Cipriani (Uilp) al termine tenutosi ieri con l’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche familiari Alessia Rosolen, dedicato all’applicazione del bonus regionale destinato ai pensionati titolari di assegni di basso importo (presente per la segreteria regionale Spi anche Natalino Giacomini).
Per i sindacati le modifiche introdotte dalla Regione rappresentano un risultato positivo, sia in termini di estensione della platea dei beneficiari, attualmente circa 15.400 pensionati, che di intensità del contributo. «Abbiamo però evidenziato all’assessora – spiegano Bressan, Bordin e Cipriani – la necessità di guardare oltre il primo triennio di applicazione del bonus. In questi anni, infatti, il forte aumento del costo della vita ha inciso pesantemente sui redditi da pensione, soprattutto per quanto riguarda le spese che le persone anziane non possono comprimere: bollette, alimentazione, farmaci e cure sanitarie. Anche in Friuli Venezia Giulia cresce il numero di pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese e, in molti casi, sono costretti a rinviare o rinunciare a visite, esami e prestazioni sanitarie per ragioni economiche».
In questo contesto, secondo i sindacati, l’esperienza maturata nel triennio 2024-26 offre elementi utili per valutare un ulteriore perfezionamento e l’obiettivo, dichiarato dallo stesso assessore, di rendere strutturale la misura, che finora ha visto una spesa (16,4 milioni) pari a poco più di un terzo delle risorse stanziate per il triennio. «Da qui – spiegano Bressan, Bordin e Cipriani – l’ipotesi, di cui si è discusso con l’assessora, di un ulteriore innalzamento della soglia di reddito: allo studio, in particolare, un’estensione da 1.000 a 1.500 euro del tetto legato all’importo pensionistico, ferma restando la soglia dei 15.000 euro Isee. Si tratta di un adeguamento che, secondo le stime della Regione, consentirebbe di estendere la platea dagli attuali 15.400 beneficiari, che stanno ricevendo in questi giorni il bonus 2026, a quasi 25 mila nel 2027. Agli ulteriori 4.700 già previsti in virtù dell’innalzamento del tetto a 1.000 euro, già deciso in fase di assestamento di bilancio, se ne aggiungerebbero infatti oltre 4.000 in più. Un segnale importante di attenzione nei confronti dei tanti anziani che, pur disponendo di bassi redditi, rimangono oggi esclusi dal contributo».
Un’ipotesi già concreta, quindi, che sarà oggetto di nuove verifiche. «L’auspicio – concludono Bressan, Bordin e Cipriani – è che il confronto avviato con l’assessore possa contribuire a rendere una misura importante come il bonus ancora più rispondente ai bisogni reali delle persone anziane. Siamo convinti che il dialogo possa proseguire in questa direzione, valorizzando l’esperienza maturata nel primo triennio e individuando le soluzioni più efficaci per sostenere chi è maggiormente esposto agli effetti del caro vita e della perdita di potere d’acquisto delle pensioni».
