È morta Maria Adelaide Puddu: scuola e sindacato erano le sue passioni
È scomparsa ieri pomeriggio, all’età di 79 anni, Maria Adelaide Puddu, figura importante della Cgil della provincia di Pordenone, nota per il suo impegno prima nel mondo della scuola, poi con lo Spi Cgil, di cui era stata anchhe segretaria di lega a Sacile. Da alcuni mesi era malata e nelle ultime settimane era stata accolta in un hospice. Lo Spi provinciale, regionale e tutta la Cgil di Pordenone desprimono profondo cordoglio per la sua scomparsa e si stringono con affetto al figlio Giampiero, ai fratelli, alle sorelle e a tutti i suoi familiari, condividendo il dolore per la perdita di una donna che ha dedicato una parte significativa della propria vita alla scuola all’impegno sindacale.
Originaria di Nuragus, in Sardegna, Maria Adelaide Puddu era la prima di dieci fratelli e sorelle, in una famiglia profondamente legata al mondo dell’istruzione, anche per l’attività svolta dai genitori. Dopo la laurea conseguita a Padova e una prima esperienza professionale nel trevigiano, arrivò a Sacile, dove per molti anni insegnò Lettere all’istituto Marchesini. Prima ancora aveva vissuto e lavorato a Piancavallo, nell’amministrazione della Scuola di sci.
Accanto alla scuola, alla quale aveva dedicato competenza e passione, il sindacato rappresentò per Maria Adelaide una vera vocazione, vissuta sempre come strumento di tutela delle persone, di contrasto alle disuguaglianze e di difesa dei più deboli. Per diversi anni ha ricoperto incarichi di responsabilità nello Spi Cgil, guidando la lega di Sacile fino a circa un anno e mezzo fa e continuando anche successivamente a mantenere un forte legame con l’organizzazione e con il mondo della scuola.
«Una persona buona, paziente e comprensiva e una figura importante nel sindacato, che negli anni ha risolto con impegno tanti problemi alle persone che si rivolgevano a lei», commenta Adriano Zonta, suo compagno di battaglie sia nel sindacato della scuola che nello Spi.
Puddu aveva una profonda competenza nel campo della comparazione e dell’equipollenza dei titoli di studio esteri, maturata anche grazie alla sua esperienza internazionale. Per otto anni ha ricoperto l’incarico di presidente di Proteo Fare Sapere, l’organismo regionale della Cgil dedicato alla formazione e allo sviluppo professionale delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola. Particolarmente significativa era stata la sua esperienza in Bulgaria, dove aveva insegnato italiano per cinque anni. Parlava e scriveva perfettamente il bulgaro e aveva conservato nel tempo importanti amicizie a Sofia.
«Se la scuola era la sua vocazione, l’attività sindacale era la sua passione», ricorda il fratello Carlo Puddu, il più giovane dei dieci fratelli e sorelle. Anche dopo il pensionamento Maria Adelaide aveva continuato a guardare con interesse alla possibilità di tornare in Bulgaria, ma il senso di responsabilità verso il sindacato e le persone che aveva scelto di rappresentare l’avevano portata a rimanere in Friuli.
Vedova da molti anni, Maria Adelaide Puddu abitava a San Giovanni del Tempio. Lascia il figlio Giampiero, residente a Firenze, che le è stato vicino anche durante gli ultimi e difficili momenti. Per chi ha lavorato con lei, il ricordo è quello di una donna generosa, competente, paziente e profondamente impegnata, capace di mettere le proprie conoscenze al servizio degli altri. I funerali si terranno mercoledì 2 settembre, alle 10, nella chiesa di San Michele, a Sacile.
