Pensioni, a ottobre un acconto sulla rivalutazione. Lo Spi Cgil: “Troppo poco”

«L’anticipo
della rivalutazione delle pensioni, così come l’incremento della
decontribuzione sui salari, è una misura che va nella giusta direzione,
ma l’entità  della misura e delle risorse stanziate è totalmente
insufficiente rispetto alla gravità  dell’emergenza redditi che colpisce
pensionati e lavoratori». È quanto dichiara il segretario regionale
dello Spi-Cgil Roberto Treu, commentando le misure del decreto aiuti bis
in materia di pensioni. «Un segnale c’è ““ dichiara ““ ma è evidente che i
500 milioni di euro stanziati sul fronte pensioni sono poca cosa
rispetto alla perdita di potere d’acquisto subita dai 16 milioni di
pensionati italiani, anche alla luce del fatto che più della metà  delle
pensioni, anche in questa regione, è al di sotto dei mille euro lordi
mensili».
LE
MISURE Per quanto riguarda nello specifico le misure in materia di
rivalutazione delle pensioni, il decreto aiuti bis prevede l’anticipo
straordinario all’ultimo trimestre di una quota della rivalutazione
all’inflazione. Tutti gli assegni dei pensionati con redditi fino a
35mila euro annui (corrispondenti a 13 mensilità  da 2.692 euro ciascuna)
verranno rivalutati del 2% a partire da ottobre, anticipando una quota
della più corposa perequazione che scatterà  dal 1° gennaio 2023, quanto
le pensioni saranno rivalutate sulla base del tasso d’inflazione medio
registrato nel 2022 (oggi stimabile attorno al 7-8%). Verrà  anticipato a
ottobre anche il conguaglio dello 0,2% sulla perequazione 2022, legato
alla differenza tra il tasso d’inflazione relativo al 2021, pari
all’1,9%, e quello provvisorio dell’1,7% che era stato applicato da
gennaio in sede di perequazione. La rivalutazione del 2%, quindi, si
sommerà  allo 0,2% legato al conguaglio sulle ultime tre mensilità  e
sulla tredicesima. A ottobre, inoltre, verranno erogati i conguagli
sulle prime nove mensilità  dell’anno, frutto dell’applicazione dello
0,2% aggiuntivo sulle pensioni da gennaio a settembre.
I
BENEFICIARI A beneficiare delle misure, come detto, i pensionati con
redditi lordi fino a 35mila euro. In Friuli Venezia Giulia, su un totale
di 355mila, sono circa 315mila. Da ricordare che la rivalutazione piena
(quindi del 2,2%) si applica alle pensioni di importo fino a 2.097 euro
(4 volte la minima), che quindi beneficeranno da ottobre di un aumento
complessivo del 2,2%. Le pensioni di importo compreso tra i 2.097 e i
2.622 euro (tra 4 e 5 volte la minima) verranno rivalutate invece
dell’1,98% (pari al 90% della rivalutazione piena). Aumenti dell’1,65%
(il 75% della rivalutazione piena) invece per le pensioni nella
strettissima fascia compresa tra i 2.622 euro (5 volte la minima) e i
2.692 euro previsti come soglia massima per l’accesso ai benefici
previsti dal decreto aiuti bis.