Violenza sugli anziani, prevenirla si può e si deve

Rompere il silenzio sulla violenza contro gli anziani. È il messaggio che lo Spi Cgil di Pordenone vuole lanciare con il ciclo di tre incontri dedicati a questo tema, il primo dei quali si è tenuto il 23 settembre al la Casa dello Studente di Pordenone, sede anche dei prossimi incontri, in programma il 7 e il 21ottobre.
In 130 tra attivisti, volontari, operatori sociali e hanno seguito il dibattito, aperto dall’intervento di Paola Zebi, del Coordinamento donne dello Spi provinciale. Obiettivo degli incontri, ha spiegato Zebi, favorire, diffondere e sensibilizzare la conoscenza sul tema della violenza e il maltrattamento nei confronti delle persone anziane, sostenere azioni di contrasto alla solitudine, alla trascuratezza e alla violenza. Con lo stesso obiettivo è attivo dalla primavera 2024 nella sede Cgil di via San Valentino uno sportello di ascolto rivolto in particolare a donne anziane, ma in generale a tutte coloro che subiscono violenza a sono testimoni di possibili violenze. Non è facile però, come ha ricordato Zebi, portare all’esterno r denunciare questi fenomeni, dal momento che le vittime di abusi o violenza spesso non lo denunciano per la vergogna di rendere pubblica una questione ritenuta personale o familiare, per timore di ritorsioni, per tutelare i responsabili o anche perché non sempre chi è vittima di violenza è consapevole di esserlo.
La decisione di avviare un percorso di sensibilizzazione è maturata dalla consapevolezza che un percorso di prevenzione e contrasto alla violenza sugli anziani e in particolare sulle donne anziane è ha come presupposto imprescindibile l’effettiva conoscenza del fenomeno. L’isolamento, la mancanza di supporto relazionale espone al rischio di violenze, sopraffazioni raggiri che spesso non emergono e rimangono invisibili. Fondamentale per prevenire e contrastare il fenomeno l’impegno che deve provenire dalla comunità: da qui l’intento del Coordinamento non solo di fornire spunti di riflessione, ma anche di interagire con i soggetti, pubblici e privati, che possono aiutare a prevenire e contrastare la solitudine e l’isolamento degli anziani, contribuendo così anche all’azione di prevenzione.


Sulla stessa linea l’intervento di Renato Bressan, segretario generale dello Spi Cgil Friuli Venezia Giulia, che che ha ribadito come la Cgil e lo Spi si oppongano con forza a ogni forma di violenza e soprusi e si battano per il pieno riconoscimento del ruolo degli anziani e dei pensionati nella società. L’inasprimento della violenza, però, rendenecessaria un’azione congiunta di tutti coloro che hanno a cuore il rispetto e la solidarietà umana e ciò richiede un’iniziativa diffusa e consapevole per avviare buone pratiche e strategie di prevenzione. L’aumento della popolazione anziana, ha ribadito Bressan, ci costringe a rivedere il nostro sistema di welfare, con politiche che puntino sull’invecchiamento attivo che permettano alle persone di tenere stili di vita corretti e di contrastare la solitudine, favorendo il benessere fisico e mentale. «La nostra regione – ha aggiunto Bressan – dispone dal 2014 della legge sull’invecchiamento attivo, alla cui definizione questo sindacato ha contribuito convintamente e anche per questo ci interessa comprendere come gli strumenti legislativi nazionali e regionali siano stati di concreto supporto ed individuare possibili criticità per favorire nuove proposte d’intervento».


Un contibuto al dibattito è arrivato anche da Licia Boccaletti e Salvatore Milianta della cooperativa Anziani e non solo di Carpi, che nel loro intervento hanno confermato come la violenza e l’abuso nei confronti delle persone anziane sia un fenomeno multiforme, sottorilevato e sottostimato, che trova nutrimento negli stereotipi e nei pregiudizi, ancora profondamente radicati nella cultura e nella società. Al centro degli interventi di Boccaletti e Milianta anche gli aspetti riguardanti l’abuso finanziario, fisico e soprattutto psicologico, meno visibile, ma in ogni caso devastante. Numerosi gli esempi portati per comprendere quanto poco siano conosciuti i casi di abuso e maltrattamento agli anziani: una mancanza di consapevolezza che è spesso la prima causa dell’assenza di reti di sostegno e aiuto, la cui presenza è fondamentale per avviare percorsi condiviso di prevenzione, ascolto e tutela.