«Non autosufficienza: il Comune di Trieste attui gli impegni assunti»
L’invecchiamento della popolazione triestina rende sempre più urgente il rafforzamento delle politiche per la non autosufficienza. Su circa 200.000 residenti, oltre 57.000 hanno più di 65 anni e si stimano circa 22.000 persone non autosufficienti, delle quali 14.000 già conosciute dai servizi sociali. A questo si aggiunge una diffusa fragilità economica: circa 14.000 pensionate e pensionati percepiscono una pensione inferiore a 1.000 euro lordi mensili.
Per rispondere a questi bisogni, già nel 2024 Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil avevano presentato una piattaforma unitaria chiedendo il potenziamento dell’assistenza domiciliare e del Fondo per l’autonomia possibile (Fap), con un incremento del 20% degli interventi e uno stanziamento aggiuntivo di almeno 5 milioni di euro nel Bilancio del Comune di Trieste.
Nell’incontro del 1° luglio 2025 il Comune ha comunicato che nel 2024 erano stati assistiti a domicilio soltanto 580 anziani, compreso il servizio pasti, e concessi 862 contributi del Fap, mentre circa 450 persone risultavano ancora in lista d’attesa. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto chiarimenti sull’utilizzo dei 2 milioni di euro destinati ai servizi sociali con l’assestamento del Bilancio 2025 e sollecitato un piano sulle prestazioni sociali essenziali e sulla non autosufficienza. A un successivo incontro interlocutorio non hanno però fatto seguito né il piano annunciato né interventi concreti.
Il 24 giugno 2026 l’assessore alle Politiche Sociali Massimo Tognolli ha presentato la quarta edizione del progetto “Insieme”, iniziativa che affronta temi condivisibili ma non le priorità della non autosufficienza: assistenza domiciliare, riduzione delle liste d’attesa per il Fap e piena operatività delle Case della Comunità.
A due anni dalla presentazione della piattaforma unitaria e a quasi un anno dagli impegni assunti dal Comune, le organizzazioni sindacali dei pensionati non sono state invitate alla presentazione del progetto. La mancata convocazione, insieme alla mancata attuazione degli impegni assunti, conferma che il confronto non ha ancora prodotto risultati concreti.
Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil chiedono al Comune di attuare gli impegni assunti, convocando il tavolo di confronto già annunciato, presentando il piano sulla non autosufficienza e definendo risorse, tempi e modalità per il potenziamento dell’assistenza domiciliare, del Fondo per l’Autonomia Possibile e della rete territoriale delle Case della Comunità.
