Crisi delle nascite, il quadro si aggrava
Nessuna inversione di tendenza nelle dinamiche demografiche del Friuli Venezia Giulia. Anzi, il numero delle nascite continua a diminuire, contribuendo ad aggravare ulteriormente, in prospettiva, la tenuta del quadro socio-economico regionale. L’ennesima brutta notizia arriva dall’Istat, che nel periodo compreso tra gennaio e maggio di quest’anno ha registrato soltanto 2.563 bambini venuti al mondo: l’anno scorso, sempre tra gennaio e maggio, le nascite erano state 2.836, quasi 300 in più di quest’anno. Si va quindi verso un nuovo record negativo delle nascite, dopo che il 2024 si era chiuso con il minimo storico di 6.885, numero che molto difficilmente potrà essere superato quest’anno.
In calo anche la popolazione complessiva della regione, che scende sotto quota 1 milione e 194mila residenti: i decessi sono stati infatti 6.200, più del doppio delle nascite, e il saldo positivo tra immigrati in arrivo ed emigrati in partenza non basta a compensare il calo dei residenti, che scendono sotto quota 1 milione e 194 mila.
Tra le tante conseguenze nefaste del crollo delle nascite, un calo ininterrotto che si aggrava di anno in anno a partire dal 2008, anche la costante diminuzione della popolazione in età lavorativa. Negli ultimi vent’anni, tra il 2005 e il 2025, il numero dei residenti nella fascia d’età 15-64 anni è sceso di quasi 60mila unita, e il dato è destinato ad aggravarsi. Parallelamente aumenta il numero di anziani: il 27,5% della popolazione regionale oggi si colloca nella fascia dai 65 anni in su: in tutto 328mila residenti. I residenti di almeno 75 anni, più di 180mila, hanno superato il 15% della popolazione, in 112mila, quasi il 10%, hanno superato gli 80 anni. Buone notizie, perché si vive di più e meglio, ma anche più pressione per il nostro sistema socio-sanitario, dal momento che aumenta il numero di persone bisognose di assistenza.
Non sale, nonostante l’aumento della popolazione anziana, il numero di pensionati: nel 2024, secondo i più recenti dati Inps, i beneficiari di pensioni erano in tutto 356mila, numero stabile rispetto al 2023. È l’effetto del progressivo aumento dell’età pensionabile, che determina una riduzione del flusso di nuove pensioni.
Il calo delle nascite e il quadro demografico in regione (nostra elaborazione su dati Istat)
